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Riporto qui di seguito alcuni link a siti che trattano la
malattia di Peyronie, altrimenti detto Induratio Penis Plastica
(IPP) o PENE CURVO. Ad uso e consumo degli ipocondriaci ^__^
mi pare opportuno precisare che una modica curvatura del pene
in erezione, specie se presente fin dall'età puberale,
è assolutamente normale; diventa preoccupante se compare
in età post puberale e/o comporta difficoltà
nell'erezione (tanto per intenderci rimane una parte flaccida
che rende difficile anche indossare il profilattico) e/o si
avverte dolore durante l'erezione e/o la curvatura è
così accentuata da comportare seri problemi "geometrici"
nel coito (ad esempio rendendolo impossibile oppure provocando
dolore alla partner).
Il morbo di Peyronie fu scoperto nel 1743 dall'omonimo chirurgo
della corte di Luigi XV; le cause dell'IPP non sono note con
certezza ma è caratterizzata da una fibrosi circoscritta
della tunica albuginea, detta placca. Tale placca riduce l'elasticità
della porzione di pene ove è localizzata e ne determina
una curvatura verso il versante malato. Ad oggi si ritiene
che le cause possono essere due: traumatiche e microtraumatiche.
Nel primo caso un singolo trauma induce la fibrosi, nel secondo
caso sarebbe dovuto a tanti microtraumi (ad esempio coitali
oppure conseguenti a talune pratiche masturbatorie).
L'IPP colpisce circa l'1% della popolazione maschile, colpisce
prevalentemente gli individui di razza bianca e di media età
(in quanto l'elasticità dei tessuti in tale età
si è già notevolmente ridotta ma non altrettanto
il vigore sessuale ^__^)
Nella metà dei casi l'IPP si manifesta improvvisamente
mentre nell'altra metà il decorso è molto graduale
e secondo gli esperti ciò ricalcherebbe la duplice
causa traumatica e microtraumatica della malattia. Nel primo
caso i pazienti ricordano il trauma accompagnato da intenso
dolore verificatosi 1-4 settimane prima dell'insorgere della
curvatura.
Indipendentemente dalla modalità (improvvisa o meno)
d'insorgenza della malattia, alla fase acuta segue (dopo 12-18
mesi) una fase di stabilizzazione ove il processo infiammatorio
viene risolto e si forma sulla placca un deposito di sali
di calcio inattaccabile alla terapia. Pertanto la terapia
deve essere iniziata durante la fase acuta.
La terapia può essere chimica, fisica, o chirurgica.
Nel primo caso vengono somministrati farmaci per via orale
o per via locale (infiltrazioni o ionoforesi). Soprattutto
in passato si somministrava vitamina E ma la sua efficacia
non è del tutto certa. L'iniezione di steroidi quali
il cortisone è limitata dalla comparsa di effetti collaterali
quali l'atrofia o morte di tessuti sani. Maggiori chance di
successo ha il collagenase (spero di aver tradotto bene) che
è un enzima che attacca il collagene, uno dei principali
componenti delle placche di Peyronie.
Tra le terapie fisiche la principale è la radioterapia,
che tuttavia è anch'essa limitata dagli effeti collaterali.
Altre terapie fisiche fanno uso di laser ed ultrasuoni.
C'è da dire che tutte le terapie indicate sono tutto
tranne che miracolose.
In molti casi é l'organismo stesso che riesce ad eliminare
o ridurre la placca con efficacia maggiore dei metodi fin
qui menzionati.
Qualora i sintomi della malattia siano particolarmente severi
e le terapie non chirurgiche non riescano a correggere la
malattia, esiste la terapia chirurgica. Le principali tecniche
chirurgiche sono due:
1) Rimozione della placca e sostituzione con una "pezza"
di pelle. Effetto collaterale: possibile parziale perdita
della funzione erettile
2) (Procedura di Nesbit) Rimozione di tessuto sano dalla parte
opposta alla curvatura. Effetto collaterale: accorciamento
del pene. Sono anche possibili degli impianti che tentano
di raddrizzare il pene. La terapia chirurgica, è bene
precisarlo, è da consigliare solo nei casi più
gravi che rendono veramente difficile avere normali rapporti
sessuali.
[fonte: newsgroup: it.discussioni.sessualità]
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